08 aprile 2021

Quattro chiacchiere - parte seconda

Seconda puntata delle serie di interviste “quattro chiacchiere con…” gli uomini e le donne che lavorano nel grande ingranaggio Biancalani Textile Machinery. Le parole dei dipendenti e il loro punto di vista possono descrivere concretamente l’approccio positivo di un’azienda verso il proprio staff e il lavoro di squadra. In particolare, Biancalani è conosciuta come un’azienda che punta al benessere dei suoi dipendenti e a dar loro opportunità concrete. Ce ne parlano G1 e G2, che proprio in Biancalani hanno potuto cogliere quelle opportunità, rispettivamente nel reparto service e come referente officina.

Qual è la tua qualifica e da quanto tempo lavori per Biancalani?

G1: Il mio ufficio si occupa del service a 360°, ossia di tutto ciò che riguarda la gestione del post-vendita. In particolare io svolgo anche il ruolo di intermediario tra la direzione e i vari reparti dell’azienda. Vengo da una formazione in ambito linguistico che mi ha permesso di essere subito impiegata nel settore vendite, in particolare come export manager, questo prima di entrare a far parte di Biancalani. Sono sempre stata nella gestione clienti, è il mio ambiente. Lavoro per Biancalani da poco più di un anno eppure ho già avuto modo di dimostrare tutta la mia voglia di fare e di propormi, di cogliere opportunità di crescita. Ho capito fin da subito che una evoluzione continua è un punto di forza dell’azienda.

G2: Sono responsabile dell’officina, “capo” mi piace meno come appellativo. Mi occupo quindi di tutto il team officina, dell’organizzazione del lavoro, della logistica. Lavoro per Biancalani da 6 anni: ho iniziato come operaio e solo da qualche mese sono responsabile del coordinamento. È stata un’evoluzione naturale: fin dall’inizio, mi è stato chiaro che in Biancalani i rapporti sono molto umani, il che non è scontato e spesso non accade in altre aziende. È quello che mi ha permesso di fare il mio lavoro serenamente e al meglio.

Quanto pensi sia significativo il tuo ruolo nell’ingranaggio Biancalani?

G1: Ogni singolo ruolo è significativo, vorrei partire da questo concetto, perché per me “lavoro di squadra” non è solo un’espressione scontata. Nello specifico credo che il mio lavoro nel reparto service e quello di intermediario tra la direzione e i miei colleghi siano importanti e molto delicati. Entrambi i ruoli richiedono un forte senso di responsabilità. Per esempio, credo che nel post-vendita avvenga la vera fidelizzazione del cliente, perciò è mio compito far percepire l’azienda come sempre presente, attenta a necessità diverse e accertarmi che offriamo un’assistenza puntuale e veloce. Allo stesso tempo, devo prendermi cura dei clienti, cogliere i loro suggerimenti, far sì che le tempistiche vengano rispettate. Mi sento parte di un tutto che dipende anche da me per funzionare bene. E mi sento coinvolta anche in ciò che riguarda la realizzazione dei progetti, perché credo che il post-vendita non possa essere considerato un processo separato da essi.  

G2: Come operaio ho avuto modo di conoscere appieno le dinamiche dell’officina. Adesso ho responsabilità diverse, sta a me occuparmi di chi deve fare cosa e quando e come, di quali devono essere le priorità ogni giorno, di rispettare le esigenze produttive, le scadenze, provvedere a dare le linee guida a coloro che lavorano sulle macchine (me compreso). Inoltre, devo coordinarmi con gli altri uffici: l’approvvigionamento, la contabilità, il service, le spedizioni, l’ufficio tecnico. Perciò direi che mi sento pienamente parte dell’ingranaggio!

Come pensi di aver contribuito e contribuire tuttora a fare la differenza?

G1: Come dicevo, io sono un intermediario, perciò dò il mio apporto con un lavoro di mediazione, cercando di gestire le dinamiche tra le persone. Servono una comunicazione calibrata ed efficace e metodo. Inoltre, come ho detto credo moltissimo nel lavoro di squadra, ma solo se si basa sul fatto che ognuno dia il proprio contributo prima di tutto singolarmente. Il mio contributo è sicuramente quello di comunicare sempre, perché credo che per remare tutti sulla stessa nave sia indispensabile essere coordinati.

G2: Innanzitutto, SPERO di contribuire a fare la differenza! Nel team officina tutto si basa su di me e, se come operaio ho sempre lavorato con grande passione, perché amavo il mio lavoro, adesso provo a fare la differenza proprio così: accertandomi che si possa far affidamento su di me e su ciò che ho imparato. Però, come dicevo, si tratta di un team: in officina ti è chiaro fin da subito che da solo non esisti, lavorativamente parlando, perché ci vogliono minimo due persone per fare qualsiasi cosa. E che servono fiducia reciproca e collaborazione: io vengo dall’essere operaio e lo sono ancora perché so cosa significa. Cosa fa la differenza, dunque? Sicuramente l’affidabilità.

Qual è la parte migliore del tuo lavoro? 

G1: La gestione del rapporto con il cliente, senza dubbio. E l’organizzazione del lavoro necessaria per avere tutto sotto controllo. Mi piace occuparmi di questo. Recentemente, ho approfondito la conoscenza dei dettagli tecnici dei macchinari e ne sono stata entusiasta: sono curiosa per natura e credo che non dovremmo mai smettere di ampliare le nostre conoscenze e competenze. Trovo che sia il carburante di ogni lavoro.

G2: La parte migliore del mio lavoro… è il mio lavoro, a 360°. Mi piace da sempre e sempre di più, sono fortunato. Mi piace anche avere nuovi obiettivi e lavorare in un’azienda che mira a farti crescere, a trarre il meglio da ciascuno. Sono aspetti molto positivi.

Qual è la prossima sfida?

A: Essendo entrata a far parte di Biancalani da poco, ho potuto vedere “solo” l’evoluzione del progetto AQUARIA®, il nuovissimo macchinario tessile creato dall’azienda. Ma è stato sufficiente per desiderare di farne parte, di occuparsene in futuro, come service. Credo che il progetto parli di crescita ed evoluzione, di quella volontà di mettersi alla prova che ormai fa la differenza nel business. Senza contare che oggi le tecnologie si evolvono alla velocità della luce, in particolare nel settore meccano-tessile. Ciò porterà sicuramente a nuovi cambiamenti e quindi a nuove sfide. E credo di essere nel posto giusto per trarne il meglio.

M: Credo che la vera sfida sia guadagnarsi il rispetto degli altri: sia come singoli, che come dipendenti, che come azienda. Possono sembrare poche parole rispetto a un concetto così complesso, ma credo veramente che il rispetto sia alla base di tutto.

Contattaci Scrivici per ottenere maggiori informazioni, assistenza pre e post vendita o per richiedere test sul tuo tessuto