22 luglio 2021

Quattro chiacchiere - parte quarta

Il quarto episodio di “Quattro chiacchiere” ruota attorno a due nuove interviste con altrettanti dipendenti di Biancalani Textile Machinery. Loro sono A.C. e A.B.: A.C.. è un tecnologo e area manager, mentre A.B. è il Referente Magazzino. E ci porteranno nel mondo Biancalani.

Qual è la tua qualifica e da quanto lavori per Biancalani?

A.C.: Sono Tecnologo e Area Manager, rispettivamente da quattro e due anni. Precedentemente, mi sono formato come tecnico tessile, perciò quello è sicuramente il mio ambiente, e ho una laurea in ingegneria gestionale. Ho lavorato in settori diversi da quella tessile per quattro anni, occupandomi di ingegneria gestionale appunto, e ho imparato a organizzare e pianificare per raggiungere obiettivi specifici. Sono cresciuto in una famiglia radicata nel tessile, perciò si tratta di un settore che è parte integrante della mia cultura, a cui ho aggiunto l’approccio organizzativo appreso.

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A.B.: La mia qualifica è Responsabile Magazzino attualmente e lavoro per l’azienda da 33 anni. Sì, wow, è molto tempo, sono fortunato. Ho iniziato come apprendista subito dopo un corso di preparazione professionale e poi ho colto le occasioni di fare carriera che mi si sono presentate. Mi sono sempre sentito parte di quest’azienda familiare: ho iniziato con il signor Fiorenzo Biancalani, fondatore della Biancalani, una persona con cui era possibile instaurare e mantenere un rapporto diretto e franco. Bei tempi. Avevo 15 anni.

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In che modo ritieni che il tuo contributo faccia la differenza per l’azienda?

A.C.: Dunque, il mio lavoro è in qualche modo diviso in due parti che sono profondamente interconnesse. Come tecnologo, non è solamente il mio personale contributo che fa la differenza, ma il mio contributo come parte di un team. Nell’ufficio tecnico, facciamo test, creiamo, analizziamo, immaginiamo come il tessuto potrà risultare nobilitato dai macchinari Biancalani e decidiamo come settare macchine esistenti e altre di recente produzione. È così che noi, non io, proviamo a fare la differenza. È puro lavoro di squadra. Come area manager, ho ovviamente un approccio totalmente diverso, ma sono sicuramente avvantaggiato dal fatto di poter contare sui risultati dell’ufficio tecnico: quando propongo un macchinario a un cliente, so di essere preparato, pronto a rispondere a qualsiasi domanda. In qualità di tecnologo e area manager sono parte di un circolo virtuoso e posso davvero provare a fare la differenza.

A.B.: Essere sempre e assolutamente affidabile, ecco come provo a fare la differenza. La mia posizione nell’azienda non è interscambiabile ed è una grossa responsabilità. Devo essere presente, corpo e mente, e molto concentrato. Sono parte di un team, certamente, ma il mio è un lavoro solitario, anche se spesso scambio pareri con l’ufficio tecnico e altri.

 

Qual è la parte migliore del tuo lavoro?

A.C.: Adoro essere coinvolto in progetti di R&D, ovviamente a livello tecnico-meccanico. La domanda “come possiamo immaginare un macchinario in grado di raggiungere questo o quel risultato di livello in processi di finissaggio tessile?” è sicuramente la mia preferita. È stimolante.

A.B.: Come ho detto, anche se lavoro molto da solo, spesso mi confronto con gli altri dipendenti, o con fornitori esterni, perché il magazzino è coinvolto nelle dinamiche aziendali a più livelli. Mi piace questo aspetto del mio lavoro, così come apprezzo il fatto che, per riuscire al meglio, posso fare leva su tutti gli step precedenti e già affrontati, mi fa sentire… competente. Ed è una bella sensazione.

Qual è o è stato il tuo progetto preferito?

A.C.: BRIO®24 e AQUARIA® sono entrambi progetti incredibilmente interessanti. Ho iniziato la mia collaborazione con Biancalani proprio quando BRIO®24 veniva distribuita e la mia opinione è stata presa in considerazione, perciò ne ho una visione a 360° e mi sento parte del progetto. Inoltre, ho contribuito a ogni nuovo aggiornamento della stessa. È questo il punto alla Biancalani: puoi sviluppare un know-how incredibile perché tutto è in continua evoluzione e non si rischia di diventare ripetitivi.

A.B.: Devo dire che in 33 anni ho preso parte a così tanti progetti in altrettanti modi diversi… Forse potrei comunque azzardare una preferenza e sarebbe AIRO®: una rivoluzione, più che un macchinario tessile. E ho assistito alla sua nascita ed evoluzione, fin dal principio, quando ero un giovane apprendista. È questo il progetto che sento più parte della mia carriera lavorativa.

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